Turchia, terra dei “criptocristiani”

Monsignor Tierrablanca

Anche se pochi ne sono a conoscenza, in Turchia molte famiglie musulmane vivono conservando antichi segni della storia cristiana. Un paradosso? No, a dire del vicario apostolico di Istanbul, monsignor Ruben Tierrablanca, francescano messicano, intervenuto a un convegno alle porte di Milano organizzato da Diòmira Travel, tour operator specializzato in turismo religioso, che ha chiamato a raccontare la Turchia a una delle voci più preziose.

“Delle famiglie criptocristiane se ne parla sempre meno ma ci sono”, spiega monsignor Tierrablanca, “ci sono diverse situazioni, poi dipende dalle diverse condizioni personali. I cristiani che sono più criptati sono gli armeni, per le ragioni che tutti sappiamo. Alcuni non dicono niente e restano lì. Altri sono passati più che all’islam, agli alawiti che hanno una tradizione religiosa diversa da quello che è esattamente l’islam. Sono circa 20 milioni. Ma adesso non è più come un tempo, e le conversioni sono possibili. Anche al cristianesimo. C’è una legge che lo permette. Ci sono alcuni che si convertono al cattolicesimo e lo Stato li riconosce come cristiani perché la persona lo decide. In questo senso è un passo avanti. Ne mancano molti altri, ma questo è un passo importante che supera in parte la situazione dei cristiani criptati. Tuttavia noi come chiesa cattolica non facciamo proselitismo e questo ci aiuta. Ci aiuta a capire che non è la nostra opera che fa crescere la chiesa, ma il Signore e la coscienza delle persone”.

La Turchia è uno dei Paesi che ha accolto il maggior numero di rifugiati, prima dall’Iraq poi dalla Siria. Continua monsignor Tierrablanca “Prima erano solo iracheni, adesso ci sono anche i siriani e si sono riempite le città. Questo pone un grande problema di collocamento dei rifugiati. Ma l’Europa stanzia fondi e aiuti in questo senso, e questo dipende dal governo. Noi come Caritas collaboriamo con altre realtà. Il nostro problema con i rifugiati è che essendoci molti iracheni, che sono cattolici caldei non riusciamo a far fronte alle loro esigenze religiose, perché non ci sono sacerdoti caldei. Per noi questa è una grande sfida”.

4 risposte a “Turchia, terra dei “criptocristiani”

  1. Questa notizia mi rallegra molto e mi da fiducia in una società migliore. Grazie a chi di qualunque fede o ideologia opera per la pace e il miglioramento del mondo in cui viviamo.

  2. Leggo con gioia questa bellissima notizia…porto sempre nel cuore un libro meraviglioso, ” Lettere dalla Turchia”.
    Sono lettere scritte da don Andrea Santoro, un sacerdote romano diventato martire cristiano, che scelse di recarsi in terra di missione proprio inTurchia con la sola forza della fede e portando in mano la Parola di Dio. L’offerta della sua vita, la sua testimonianza, il suo sacrificio , sono per noi credenti semi che fanno germogliare nuovamente e segni della presenza di Dio nella storia.

  3. IL MIO NOME, PASQUALE MORABITO: DICHIARO CON GIOIA. DA TRENT’ANNI MI SONO CONVERTITO AL VANGELO, GRAZIE A DIO MI HA TRASFORMATO, LEGGENDO LA BIBBIA, SO PER CERTO CHE GESU’ MORI SULLA CROCE PER DARMI LA CERTEZZA DI UNA VITA NUOVA. SE AMO IL MIO PROSSIMO COME LUI HA AMATO ME. MI GARANTISCE CHE NON MORIRO, MAI MA MI ADDORMENTO E MI SVEGLIERO’ ALLA RESURREZIONE, E SARO’ SEMPRE CON IL SIGNORE AL SUO SERVIZIO. PERCIO’ CREDO IN TUTTO C’IO’ CHE MI INSEGNA ATTRAVERSO LA LETTURA DELLA BIBBIA CONOSCO IL SACRIFICIO CRUENTO CHE GESU’ IN CROCE HA SOFFERTO PER ME. ANCHE PER TE CHE LEGGI. RICORDIAMOCI TUTTI. AMIAMO COME DIO AMA. SOOLO GESU’ PERDONA LE NOSTRE COLPE, E SOLO GESU SALVA OGNI ANIMA CHE SI CONVERTE AL VANGELO. DIO CI BENEDICA.

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