“Pedofilia? C’è ancora molto lavoro da fare”
Intervista a Mons. Joseph Kurtz (ITA/ENG)

Mons. Joseph Edward Kurtz

“Sui casi degli abusi sessuali negli Stati Uniti abbiamo visto grandi progressi, ma c’è ancora molto lavoro da fare. È mio fermo impegno fare tutto il possibile per continuare a fare passi avanti su questo tema di vitale importanza”.
Mons. Joseph Edward Kurtz, 67 anni, figlio di un minatore di carbone della Pennsylvania, arcivescovo di Louisville (nel Kentucky) e nuovo Presidente della Conferenza Episcopale Statunitense sembra non voler fare sconti a nessuno: tolleranza zero per i preti pedofili, continuare a dar battaglia all’amministrazione Obama sull’assistenza sanitaria, lotta alla povertà e alla disuguaglianza sociale, nessuna apertura alle unioni gay e tanto altro. Ce lo racconta in questa intervista esclusiva.

Mons. Kurtz, intanto ci dica come sta vivendo questi primi mesi come nuovo presidente della Conferenza Episcopale Statunitense…
E’ un momento emozionante e gratificante, perché mi è stata data questa opportunità di servire i miei fratelli vescovi, proprio come loro lavorano per servire i fedeli delle nostre diocesi!

Ha già fissato alcuni punti cardine che i vescovi americani possono seguire?
Stiamo cercando di vivere la nuova evangelizzazione seguendo le orme di Papa Francesco, che ha sottolineato l’importanza della misericordia, “curando le ferite e riscaldando i cuori”.  La nostra Conferenza Episcopale lavora notte e giorno per stare al fianco degli immigrati, dei nascituri, dei poveri, e opera per la libertà religiosa, che protegge la capacità dei nostri sacerdoti di portare avanti questo lavoro vitale.

La sua elezione a Presidente della USCCB è stata definita in linea con il pontificato di Bergoglio. E’ così?
Siamo grati per la testimonianza di Papa Francesco sulla misericordia nel cuore della nostra fede. Il Santo Padre sta dicendo ciò su cui la Conferenza Episcopale degli Stati Uniti ha cercato di basarsi per molti anni: che i cattolici siano chiamati a testimoniare la propria fede nella sua pienezza e servire chi non ha voce e chi è più vulnerabile, ovunque si trovino.

“Time Magazine” e “The Advocate” (la rivista di riferimento della comunità gay americana) hanno nominato il Papa come “Person of the Year”.  Pensa che siano dei riconoscimenti meritati?
Papa Francesco ha il carisma di portare al mondo il messaggio evangelico di affermazione della vita. Ci ha chiesto di andare verso il prossimo, per costruire una cultura dell’incontro, e di non aspettare che il prossimo venga da noi. La sua umiltà e la sua attenzione verso l’individuo hanno aperto il cuore dei cattolici e anche dei non cattolici.

Sulle unioni omosessuali da parte del Papa sembra non esserci comunque alcuna apertura. E’ così?
Papa Francesco ha detto che il matrimonio e la famiglia sono il motore della storia e del mondo.  E io sono completamente d’accordo con lui. Come ha detto il Santo Padre: “Proponiamo a tutti, con rispetto e coraggio, la bellezza del matrimonio e della famiglia, illuminati dal Vangelo!”.

Questo Papa parla spesso della povertà e della fame nel mondo. Anche negli Stati Uniti fate i conti con persone sempre più povere?
Lavorare per migliorare la sorte dei più poveri e dei più vulnerabili è stata una costante attenzione dei vescovi americani, e siamo grati al Papa perché sta ponendo attenzione all’impatto della globalizzazione e della disuguaglianza sociale sui poveri. Il Santo Padre ci ricorda che le politiche economiche dovrebbero innanzitutto proteggere i poveri e aiutarli a uscire dalla povertà.

Nel suo messaggio per la Giornata Mondiale per la Pace, Francesco dice che bisogna “ridistribuire le ricchezze”. Gli americani come hanno considerato questo messaggio?
Gli americani sono persone molto generose e si ispirano all’appello che ci fa Papa Francesco di cambiare le nostre vite stando con i poveri e gli emarginati, oltre che lavorare anche per un buon cambiamento strutturale.

E’ vero che anche negli USA le chiese adesso sono più affollate grazie a questo Pontefice?
Lui ha davvero catturato il cuore degli americani. Penso che tutti noi rispondiamo alla sua grande umiltà e al suo modo disarmante di essere pienamente umano. Sta vivendo il Vangelo e non c’è da sorprendersi se cattura il cuore delle persone.

Pensa che la politica americana e il Presidente Obama potranno aiutarvi ad affrontare questa e altre sfide come la parità sanitaria? Oppure ci saranno ancora divergenze?
I vescovi degli Stati Uniti da molto tempo sono sostenitori dell’accesso all’assistenza sanitaria per l’affermazione della vita. Avremmo preferito lavorare verso questo obiettivo comune, ma siamo stati costretti a impiegare risorse per resistere alla grave violazione della nostra libertà religiosa causata dalla regolamentazione dell’amministrazione americana. Questa obbliga i nostri sacerdoti a partecipare alla distribuzione di farmaci e dispositivi per l’aborto, la sterilizzazione e la contraccezione ai lavoratori. Tutto questo va contro le nostre profonde e radicate convinzioni.

Negli USA avete anche il problema degli abusi sessuali. Il Papa ha di recente istituito una commissione per la lotta alla pedofilia: sarete al fianco di Francesco?
Continueremo a stare accanto alle vittime ed ai sopravvissuti degli abusi e abbiamo messo in atto delle riforme vitali per rendere le istituzioni cattoliche sicure e responsabili. Abbiamo visto grandi progressi, anche se sappiamo che c’è ancora molto lavoro da fare. È mio fermo impegno fare tutto il possibile per continuare a fare passi avanti su questo tema di vitale importanza.

Vorrebbe invitare il Papa negli Stati Uniti d’America?
Certo! Papa Francesco è una straordinaria testimonianza della gioia del Vangelo: accoglieremmo la visita del Santo Padre negli Stati Uniti con grande entusiasmo!

Fabio Marchese Ragona

——————————–

 ENGLISH VERSION

Your Excellency, thank you for being available for “Mediaset Tgcom24”, for us it is an honor to have you as our guest!  Is your work as president of the US Bishops’ Conference proceeding well?
Thank you so much. Yes, it’s an exciting and gratifying time to have this opportunity to serve my brother bishops as we all work to serve the faithful in our dioceses.

Have you already determined some key points that the American bishops can follow for the way forward?
We’re striving to live out the New Evangelization by following in the steps of Pope Francis, who has stressed the importance of mercy, of “healing wounds and warming hearts.”  Our bishops’ conference works in and out of season to stand with immigrants, the unborn, and the poor, and to work for the religious liberty that protects our ministries’ ability to do this vital work.

Your guide will certainly be Pope Francis and your election as president has been defined in line with the pontificate of Bergoglio.  Do you think this is the case?
We are grateful for Pope Francis’ witness to the mercy at the heart of our faith.  Our Holy Father is saying what the U.S. bishops’ conference has sought to live by for a great many years: that Catholics are called to witness to our faith in its fullness and serve the voiceless and vulnerable wherever we find them.

Time Magazine and “The Advocate” magazine named the Pope as the “Person of the Year 2013”.  Time defined him as “The People’s Pope” while The Advocate cited the phrase of the Pope, “Who am I to judge a gay if he wishes to draw closer to the faith!”  Do you think these recognitions of the pope have merit?
Pope Francis has a gift for bringing the life-affirming message of the Gospel to the world.  He’s asking for us to reach out to others, to build a culture of encounter, and not to wait for others to come to us.  His humility and his focus on accompanying the person have opened the hearts of Catholics and non-Catholics alike.

With regard to The Advocate, it must be said that the Pope’s approach is not going to change with respect to gay marriage.  The pope speaks of gay persons who wish to know God, but there are no exceptions with regard to [gay] marriage.  Do you think this is correct?
Pope Francis has said that marriage and family are the engine of history and of the world, and I agree completely.  As the Holy Father has said,  “Let us therefore propose to all people, with respect and courage, the beauty of marriage and the family illuminated by the Gospel!”

This pope speaks often of poverty and hunger in the world.  After the [economic] crisis in the United States of 2008 are you taking account of person who are more and more poor or unemployed?
Working to improve the lot of the poor and vulnerable has been a constant focus of the American bishops, and we’re grateful that  Pope Francis is bringing welcome attention to the impact of globalization and inequality on the poor. The Holy Father is reminding us that economic policies should first and foremost protect the poor and help lift them out of poverty.

Is it true that churches in America are also more full thanks to Pope Francis?
Pope Francis has truly captured American’s hearts.  I think we all respond to his great humility, and his disarming way of being fully human. He’s living out the Gospel, and it’s no surprise that that captures people’s hearts.

Do you think the American political landscape, as well as President Obama, can help the US Conference to resolve problems of poverty and other problems, such as accessible health care for all?  Or will there be differences that arise in this regard?
The U.S. bishops are longstanding advocates of accessible, life-affirming health care. We would have preferred working towards this shared goal, but have been forced to devote resources to resisting the serious violation of our religious liberty brought about by the administration’s regulation compelling our ministries to participate in providing employees with abortifacient drugs and devices, sterilization, and contraception against our deeply-held beliefs.

In his message for the World Day of Peace, Pope Francis says that there is a need to “redistribute the riches.”  How do Americans receive such a message?
Americans are very generous people, and we are inspired by Pope Francis’ call to all of us to change our individual lives by standing with the poor and marginalized, and to work for structural change as well.

Pope Francis instituted a commission to help victims of sexual abuse.  Will you [plural – so Conference] help the pope resolve as best as possible all the problems that are in the USA with regard to this subject?
We will continue to reach out to victims and survivors of abuse, and we’ve put in place vital reforms to make Catholic institutions safe and accountable. We have  seen great progress, even as we know there’s still more work to be done. It is my firm commitment to do everything I can to continue moving forward on this vital issue.

Would a visit of the Pope to the United States please you?  Do you wish to invite him?
Of course! Pope Francis is a tremendous witness to the joy at the heart of the Gospel, and we would welcome a visit by the Holy Father to the United States with great excitement.

Fabio Marchese Ragona

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

2 risposte a ““Pedofilia? C’è ancora molto lavoro da fare”
Intervista a Mons. Joseph Kurtz (ITA/ENG)

  1. LA TOLLERANZA ZERO è GIUSTA E DEVE VALERE PER I PEDOFILI, OMOSESSUALI, RELAZIONI CON DONNE DA PARTE DEI RELIGIOSI QUALSIASI ESSE SIANO!!!!!!.CI SIAMO DIMENTICATI DELLA PAROLA SCANDALO??????’. AGLI OCCHI DEI PICCOLI QUESTO RISULTA,E GUAI A CHI SCANDALIZZA I PICCOLI !!!!.Santo PADRE faccia pulizia TOTALE.

  2. Pingback: Kirche heute, 22. Januar 2014 | Christliche Leidkultur

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *