Paoletto il pittore

Paolo Gabriele

Paolo Gabriele si è dato alla pittura. Forse per passare il tempo o forse per svuotare la mente dai mille pensieri, l’ex aiutante di camera del Papa arrestato a maggio (e agli arresti domiciliari da luglio) per il furto dei documenti riservati, “ha tirato fuori la vecchia passione per il disegno che coltivava sin da ragazzo”.

La conferma arriva a Stanze Vaticane – Tgcom24  da fonti vicine alla famiglia dell’ex maggiordomo di Joseph Ratzinger: “Paolo aveva frequentato il liceo artistico, ha sempre avuto un debole per la pittura e così durante il periodo della carcerazione ha ripreso in mano il pennello per dare sfogo alla sua creatività. Anche in camera di sicurezza ha fatto dei disegni a matita, alcuni addirittura con protagonisti gli stessi uomini della gendarmeria che lo tenevano d’occhio”.

Gabriele adesso aspetta il processo che inizierà domani nella piccola aula della Città del Vaticano: “La famiglia sta vivendo queste ore con angoscia – ci raccontano – Paolo e sua moglie non vogliono esporre mediaticamente i tre figli. Sperano che tutto finisca presto, anzi Paolo farà di tutto perché il procedimento vada avanti senza intoppi, senza cercare soluzioni per prender tempo”.

In attesa della prima udienza fissata per domani mattina alle 9.30, Paoletto sta trascorrendo le giornate quindi tra letture, preghiere e disegni. “Un modo per distrarsi – confermano gli amici – non potendo aver contatti con nessuno è un modo per riempire le giornate”.

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