“Con il Card. Martini a preparare il conclave”

Il Card. Carlo Maria Martini

Ho seguito per tre giorni in Duomo a Milano la camera ardente e i funerali del Card. Carlo Maria Martini. Sono rimasto impressionato nel vedere per ore e ore persone in fila, immobili, sotto il nubifragio, per rendere omaggio al porporato gesuita scomparso venerdì dopo una lunga malattia. Ho raccolto tanti ricordi e testimonianze anche di persone che lo hanno conosciuto.

Uno di questi è Mons. Luigi Ginami, ex allievo del cardinale piemontese e suo segretario a Roma durante il periodo della Sede Vacante, subito dopo la morte di Giovanni Paolo II, per le congregazioni dei cardinali e fino all’inizio del conclave. Vi riporto uno scritto di Mons. Ginami che ricorda quei giorni importanti per il Card. Martini ma soprattutto per il mondo che vide salire sulla cattedra di Pietro il Card. Joseph Ratzinger.

“Nella mia vita sacerdotale ricorderò sempre i giorni dell’Aprile 2005 che vanno dalla morte di Giovanni Paolo II, la sera del 2 aprile, alle ore 21.37, fino a giungere alla Solenne Celebrazione Eucaristica di Benedetto XVI la domenica 24 aprile 2005. I motivi del ricordo sono tanti e diversi, ma il più importante è la singolare grazia ricevuta di poter vivere tali giornate – in particolare dal 7 al 24 aprile – vicino al Cardinale Carlo Maria Martini.

Uno dei due grandi protagonisti in quei giorni è stato il colto e saggio Cardinale Martini che dalla sua residenza di Gerusalemme è ritornato a Roma sentendo su di sé il grave compito di animare ed orientare la riflessione dei Padri del Conclave. Un uomo intelligente e preparato, la cui biblioteca di Milano vantava ben ventiduemila volumi è ritornato a Roma in preghiera e studio per poter con la sua parola aiutare la ricerca e la scelta del Successore di Pietro. Era un Cardinale pensieroso e concentrato, quello di quei giorni, amante del silenzio, dello studio e della preghiera, un uomo restio a incontrare giornalisti e fotografi, molto schivo, che fuggiva nella quiete del silenzio ogni tempesta mediatica che imperversava su Roma e che si riversava nella televisione, nei giornali ed in Internet.

Stare con Martini non è immediatamente sinonimo di imparare l’arte della notorietà e del successo, ma dell’abnegazione e della santità. Un santo che vive in eccesso di abnegazione è una vicinanza pericolosa; vi può attaccare il contagio di una povertà incurabile, l’anchilosi delle articolazioni utili agli avanzamenti, insomma più spirito di rinuncia di quello che desiderate: ed è universalmente fuggita, questa scabbiosa virtù (V. Hugo). Ecco perché questi giorni sono stati di particolare efficacia per la mia vita interiore, perché ho potuto vivere con una persona decisamente incamminata sulla strada della santità, che mi ha preso per mano e in modo esigente e scru- poloso mi ha condotto a comprendere con la fede uno dei più grandi eventi di fede della vita ecclesiale quale la scelta da parte dei Cardinali del nuovo Pontefice.

Per capire con chi ho vissuto quelle giornate tanto belle e significative, mi piace paragonare l’Arcivescovo Emerito di Milano a Mons. Bienvenu, uno dei protagonisti del romanzo di Hugo “Les Miserables”, un uomo di grande statura morale, un autentico pastore e un vecchio di grande santità.

Il lavoro delle Congregazioni ha messo in evidenza le due grandi anime del Conclave in Ratzinger e Martini tra loro complementari che hanno fatto i discorsi più chiari e più disinteressati, rispetto alla possibilità dell’elezione. Tanti hanno tentato di vedere in loro una falsa contrapposizione, perché per due uomini di tale e levatura e di tale alta sensibilità culturale, la parola scontro non esiste. Essi si confrontano con altre categorie che non sono quelle del successo, ma quelle del merito, che non coincidono: ciò che si chiama successo è cosa orrida per la sua falsa somiglianza con il merito e inganna gli uomini (V. Hugo). Ognuno di loro ha grandi meriti ed ognuno di loro non rintraccia nel merito un motivo di successo, ma di servizio. Non doveva essere proprio questa una delle qualità del Papa, essere cioè Servo dei Servi di Dio? Ed è proprio su uno di loro che la scelta dello Spirito Santo è caduta. Ratzinger e Martini hanno parlato con libertà, per aiutare a decidere e non per essere votati. Avevano ambedue 78 anni e non desideravano l’elezione (prova ne sia che lo stesso Benedetto XVI ha descritto il momento in cui si avvicinava l’elezione come l’attesa di una ghigliottina! E durante il Ministero petrino di Giovanni Paolo II il Card. Ratzinger non ha mai nascosto la sua aspirazione a tornare allo studio di una vita privata allo scadere dei suoi 75 anni).

Man mano che il grande giorno dell’ingresso in Conclave si avvicinava il clima diveniva più austero e più essenziale, via via le grandi riflessioni lasciavano posto ad un grande silenzio fatto di preghiera. Non vi era ancora lo sfarzo liturgico solenne dei riti del Conclave che molto hanno impressionato il Cardinale Martini, ma nel cuore di quegli uomini si faceva avanti chiara e distinta l’idea che stavano per compiere una scelta grande e di immensa responsabilità, la scelta per la quale quasi tutti erano stati fatti cardinali da Giovanni Paolo II. In quei giorni in quegli uomini si vedeva uno sguardo assorto e pensieroso, si vedeva un atteggiamento di preghiera e di affidamento a Dio. Ho potuto respirare tale clima nella decisione del Cardinale di alternare giornate di studio e preparazione a giornate di preghiera.

Martini ne ha scelte tre, tre giornate caratterizzate dalla visita a tre luoghi santi romani: le catacombe di San Callisto, il Santuario del Divino Amore e la Cappellina della Visione di sant’Ignazio alla Storta. Anche nella Basilica di San Pietro abbiamo pregato sulla Tomba di san Pietro e all’altare del beato Giovanni XXIII. Tante sono state le confidenze e le emozioni di quelle meravigliose giornate, fino all’affettuoso abbraccio prima di entrare in Conclave… Giornate che hanno regalato a me la possibilità di vedere il cuore della Chiesa. Ho potuto cogliere come affermava un Porporato in quei giorni il brivido sconvolgente della responsabilità che pervadeva i cardinali elettori, l’ebbrezza spirituale di appartenere alla Chiesa e lo sperimentare attraverso l’incontro con i porporati di tutto il mondo il singolare stupore della sua cattolicità.

lo Spirito Santo alla fine ha dato una risposta che si chiama Benedetto XVI e con tali parole il Cardinale definiva il Papa appena eletto: “Come dice la prima lettera a Timoteo, la carità sgorga da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede sincera”. Queste tre sorgenti della carità vanno riconosciute alla personalità del nuovo Papa. Il culto della competenza poi gli è connaturale per la sua formazione di professore tedesco, che esige la più ampia e solida informazione su quanto si deve trattare. Possiamo perciò augurarci che queste tre virtù facciano scuola nella Chiesa ed anche nella società”.

 GUARDA QUI IL RICORDO DI MONS. GINAMI

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11 risposte a ““Con il Card. Martini a preparare il conclave”

  1. “uomo intelligente e preparato, la cui biblioteca di Milano vantava ben ventiduemila volumi”
    Considerato che Martini è nato il 15/2/1927 ed è morto il 31/8/2012. E’ vissuto 84 anni, 6 mesi e 13 giorni che fa un totale di 30.433 giorni.
    Naturalmente prima che fosse stato in grado di leggere e capire un libro avrà dovuto attendere almeno i 16 anni che fa un -5.760 giorni. Quindi gli sarebbero rimasti solo circa 24.000 giorni per leggere 22.000 libri. Avrebbe dovuto leggerne uno al giorno, tutti i giorni della sua vita senza fermarsi mai per poterli leggere tutti, senza dormire né mangiare né fare niente altro.

    Non c’è dubbio che si sia voluto esagerare. Si può dire: esaltazione intenzionalmente voluta del personaggio, perché viene detto anche : “Un santo che vive in eccesso di abnegazione” E’ ormai deciso che deve essere “santo” e si sa che “voce di popolo” diviene facilmente voce di Dio. Naturalmente il Dio che dovrà decidere non conta più.

    “ho potuto vivere con una persona decisamente incamminata sulla strada della santità, che mi ha preso per mano” – dice l’autore. Sarà pur vero. Ma il Vangelo dice che c’è un solo Maestro. Qui invece tutti si fanno prendere per mano da altri mentre il povero Paolo Gabriele intervistato da Nuzzi a la 7 dichiara “Il Vaticano è il regno dell’ipocrisia”. Una conferma si può ritrovare anche nel testo : “l’ebbrezza spirituale di appartenere alla Chiesa”. Peccato che il povero Gabriele non la pensa così.

  2. Ciao ha tutti, non lo mai conosciuto il Card. Martini, ma una cosa e certo che una persona semplice, e si e conquistato il’amore di molte persone, anche dai professori di teologia…
    Domenica 2 settembre ho visto una trasmissione su RAI UNO CHE PARLAVA UN TEOLOGO, DOVE diceva: il Card Martini mi ha profondamente arricchito, in oltre diceva un Uomo sempre alla ricerca continua personale con Cristo.
    Signore Gesù Grazie x del Dono del Card Martini.

  3. Grazie a al nostro Ospite, Fabio e
    GRAZIE a Mons. GINAMI per la sua testimonianza. Bella perché di vita vissuta e raccontata da ciò che egli stesso ha nel Cuore.
    Sarebbe bello che tanti improvvisati “intimi” del compianto Card. Maritni tacessero.
    Ma, appunto, sarebbe bello..

    Pace e Bene

  4. Quanto incenso per questo cardinale! A memoria, non ricordo che intorno alla morte di un cardinale si sia levato tutto questo gran parlare, addirittura con i funerali trasmessi dalla TV di stato. Quali mai saranno stati i suoi meriti per sollevare questa ondata di plauso ? A ben vedere, tali meriti non sono poi così particolari. Dicono che era uomo del dialogo. Bene. Ma c’è forse nella chiesa qualche cardinale che non sia uomo del dialogo? no, non c’è. A parole, tutti sono per il dialogo. Dicono che parlava con tutti: atei, agnostici, mussulmani e via dicendo. E mi chiedo: quanti sono nella chiesa quelli che non parlano con gli atei, agnostici ecce. ? Tuta questa messa in scena, mi sa tanto di strumentalizzazione, malgrè lui.

  5. CARDINAL MARTINI? L’ANTICRISTO

    E’ morto il Card. Martini. Come da prassi clero istituzionale, è stato immediatamente “canonizzato” e il suo operato enfatizzato come se avesse salvato l’umanità da pericoli mortali. Fatto salvo il rispetto che si deve per qualunque defunto, l’ossequio per un Ministro di Dio, e l’altro ossequio, assai più importante e doveroso che si deve nei confronti di Gesù Cristo e della vera dottrina, rimane sacrosanto l’obbligo di ricordare il “pensiero Martini” senza manipolazioni e strumentalizzazioni di sorta e di parte. Il Card. Martini, non è scandaloso ricordarlo, veniva considerato e chiamato l’Anticristo in non pochi ambiente cattolici. Il “marchio” dell’Anticristo gli piombò addosso giacché invece di far comprendere al mondo il magistero della Chiesa e della parola di Cristo, aveva fatto sue le istanze del mondo laico, secolarizzato e “adulto”: revisione del celibato ecclesiastico, sacerdozio alle donne, apertura agli omosessuali e alle coppie di fatto, apertura a qualunque esperimento genetico, omologo o eterologo, comprese certe forma di eutanasia, dubbi sul Primato del Papa, dialogo alla pari con atei e agnostici, diaologo interreligioso “allegro” con tutte le religioni e messe in tutte le lingue tranne che quelle della tradizione cattolica. Tra gli innumerevoli bastoni conficcati nella barca di Pietro, da ricordare il suo totale dissenso per l’Humanae Vitae, l’enciclica che condannava l’aborto. A suffragare la teoria del “Martini Anticristo”, ci pensò addirittura il libro del Card. Biffi “Pinocchio, Peppone, l’Anticristo e altre divagazioni”. Ovviamente senza citarlo, l’ex Cardinale di Bologna, smontò punto per punto le dottrine sacrileghe del novello Lutero. Secondo molti altri commentatori, il contro ministero del mancato riformatore Martini, costituì la prova tangibile del “fumo di satana” entrato nel Vaticano, profetizzato da Paolo VI nel 1972. Ora che la sua anima è nelle mani del Creatore, pregare per l’uomo di Dio Martini è doveroso. Come rimane altrettanto doveroso non strumentalizzare le sciocchezze del comune “peccatore” Martini, per tentare di protestantizzare e modernizzare una Chiesa Cattolica, già troppo a sinistra di Dio. Per fortuna, Ratzinger c’è!

  6. Rispondo al Signor Toffali, ho letto con molto attenzione la sua dissertazione di parte a proposito del GRANDISSIMO Card. Martini, e non la condivido, nemmeno in una virgola. Come ho già scritto mi domando sempre se i commentatori conoscono la Chiesa Ambrosiana, la sua specificità e autonomie. Voglio ricordare che la Diocesi di Milano è la piú grande del mondo e solo per un miracolo, forse una sventura, non si è separata dalla potentissima e discutibile Curia Romana. Il Cardinal Martini, uomo di una cultura immensa, consiglio di leggere tutti i suoi libri e non solo la copertina, era uomo che vedeva nel passato, nell’oggi e nel domani, cosa che ai bigotti è molto difficile fare. In effetti avere una mente aperta non significa per forza essere l’anticristo, ma giustamente figlio di Dio fatto a sua immagine, capace di ragionare e fare scelte. Purtroppo la Chiesa Cattolica Romana non si puó certo dire che abbia brillato di coerenza e di rettitudine, e non parlo del medioevo…vedasi i casi (migliaia) di pedofilia nascosti alle autorità. Il Cardinal Martini aveva le sue idee che sono condivise da moltissimi e le ha espresse nel rispetto della dottrina cristiana, perchè non ce lo dimentichiamo mai, il faro nelle tenebre non è il Vaticano, ma Cristo, ed Egli non è di Sacra Romana Chiesa, ma dell’Umanità. Avere idee differenti e cercare di spiegare il proprio punto di vista non mi sempra affatto uno scandalo meritevole della lapidazione. Per quanto riguarda una certa opposizione alla “Humanae Vitae”, bisognerebbe ricordare che Paolo VI decise contro tutto e tutti di promulgarla assumendosi tutte le responsabilità, quindi non vedo dove sia lo scandalo nel fatto di non condividere la decisione univoca di un uomo, che per quanto Papa, puó anche avere limiti umani. Nella Humanae Vitae non si parla solo di aborto, altrimenti si è letto solo due pagine, ma della dignità della vita e della procreazione. Il Cardinal Martini non ha mai propugnato per l’aborto, che personalmente non accetto nemmeno io come metodo anticoncezionale, ma che scandalo c’è se si pensa che è possibile usare la pillola o il preservativo per ridurre giustamente l’aborto? L’integralismo non è una bella cosa, e i Cattolici hanno una lunghissima storia di questo genere che non gli fa certo onore. La Chiesa Universale è sicuramente la cistode della storia del cristianismo, ma non puó e non deve credersi esime da pensieri diversi, altrimenti non è piú chiesa universale, ma chiesa dittatoriale. Lasciamo che il Sommo Pontefice parli da solo e non facciamolo parlare noi. A me sembra che gli ultimi scritti di Benedetto XVI, pur nella continuità della sua linea teologica tradizionale, siano molto piú aperti al mondo di quanto non ci si faccia credere. Io peró continuo a credere che una Chiesa debba anche capire dai proprio errori e riprendere la retta via. Per quanto riguarda il suo trafiletto “revisione del celibato ecclesiastico, sacerdozio alle donne, apertura agli omosessuali e alle coppie di fatto, apertura a qualunque esperimento genetico, omologo o eterologo, comprese certe forma di eutanasia, dubbi sul Primato del Papa, dialogo alla pari con atei e agnostici, diaologo interreligioso “allegro” con tutte le religioni e messe in tutte le lingue tranne che quelle della tradizione cattolica” lo trovo riduttivo e non espressione coerente con il pensiero del Cardinal Martini. Per averlo conosciuto e aver seguito la sua missione e aver letto tutti i suoi scritti, mi sembra che lei confonda certi punti di vista nazional popolari con la vera dottina Martiniana. Io rispetto lei come paladino di Sacra Romana Chiesa, la prego di rispettare noi Ambrosiani che la pensiamo un po’ diversamente. I roghi e le gogne non trovano piú posto qui da noi. Grazie per aver voluto leggere questo mio pensiero. CArlo

  7. Ringrazio Fabio di aver ospitato il mio scritto del 2005 ( lo sipuò vedere per intero in pdf pagine 32-37 all’indirizzo: http://www.rocciadelmiocuore.it/blog/wp-content/uploads/2009/02/inconclaveconmartini.pdf ) e sento di desiderio di proseguire in questo blog ringraziando tutti coloro che sono intervenuti e completando quell’articolo con un fatto molto bello che può dare un’immagine molto umana del CardinaleAvviandoci alla conclusione di questo libro nel quale abbiamo cercato di mostrare come nell’esistenza cristiana, e in quella di Santina, la debolezza mostri la forza di Dio, dobbiamo ritornare alla fede nel Crocifisso – come abbiamo detto concludendo il paragrafo precedente – l’unica che ci conduce alla luce della Risurrezione pasquale. Dall’anno 2005 la vita di mia Madre si è trasformata in dolore e debolezza, un dolore e una debolezza che esige un senso e questo senso, voglio ribadire, lo offre solo la fede e la fede nel Crocifisso. Questi importanti anni della nostra vita sembrano essere stati preparati dallo Spirito Santo con una sorta di piccole profezie che disseminano l’esistenza di Santina e precedono la terribile prova del 2005 e degli anni seguenti. Voglio raccontare questo simpatico episodio. Esso risale al 6 dicembre 1992 alle ore 19:10. Mamma ha una cultura e un’istruzione molto semplice: ha fatto solo la terza elementare; vuol dire che più o meno la sua vita di istruzione scolastica era terminata alla tenera età di 8 anni con l’impegno di aiutare la numerosa famiglia contadina nei campi. Mamma non conosce quindi la lingua greca del Nuovo Testamento, ma il 16 ottobre 1982, quando avevo 21 anni in una sua venuta a Roma – dove veniva a trovare me giovane studente di teologia alla Gregoriana –mi regalò il Nuovo Testamento in Greco, sul quale ha scritto numerose frasi ed esortazioni raccolte nel libro La Speranza non delude. Ma torniamo alla sera del 6 dicembre 1992. Siamo in cucina nella nostra casa in Città Alta e prima di cena prendo la Bibbia e dico a Santina: “Mamma mi fai un regalo?”. “Cosa vuoi Luigi?”. “Ascolta, apri a caso la Bibbia che mi hai regalato e a caso scegli una frase, vorrei avere uno spunto di meditazione!”. “Ma io non capisco niente di greco, cosa vuoi che ti scelga io, una povera contadina che ha fatto solo la terza ele-mentare tanti anni fa?”. “Non fa nulla Mamma, prova. Ti prego”. Santina un po’ impacciata più per compiacermi che per altro, prende la Bibbia, apre e poi pone il suo dito sulla pagina di destra, proprio al centro. Quale frase avrà scelto Santina? Mi domando… con molta curiosità inizio a leggere: ou gar ekrina… Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e questi crocifisso (1Cor 2,2). E l’intero brano è ancora più intrigante: Fratelli, quando sono venuto tra voi, non mi sono presentato ad annunziarvi la testimonianza di Dio con sublimità di parola o di sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e questi crocifisso. Io venni in mezzo a voi in debolezza e con molto timore e trepidazione; e la mia parola e il mio messaggio non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio. Tra i perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo che vengono ridotti al nulla; parliamo di una sapienza divina, misteriosa, che è rimasta nascosta, e che Dio ha preordinato prima dei secoli per la nostra gloria. nessuno dei dominatori di questo mondo ha potuto conoscerla; se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. Sta scritto infatti: “Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano”. Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito (1Cor 2, 1-10).Ma che scherzo incredibile dello Spirito Santo! Pensai quella sera, quando non conoscevo ancora l’autentico valore di quel testo e della profezia di Santina che mi si sarebbe rivelato nel 2005. Lo Spirito Santo utilizza mia Mamma che non possiede sublimità di parola o di sapienza, che non ha alcuna cultura per indicarmi proprio questo brano, tra i tanti che a caso poteva scegliere… Mamma quella sera veniva a me nella sua ignoranza e anche nella sua perplessità, ma proprio Lei mi indicava un brano che riguarda proprio la sapienza di Dio, tanto lontana dalla sapienza degli uomini e… vicina invece alla semplice fede di Santina. Rimasi molto ammirato da questa folgorazione. Mamma mi chiese: “Mi dici che cosa c’è scritto?”. “Certo: Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e questi crocifisso”. “Mi sembra di non aver scelto male, vero?”. Presi una penna ed annotai sulla pagina 581: 1Cor 2,2 me lo ha indicato la Mamma il 6 dicembre 1992 alle ore 19:10. Scrissi con una penna blu per non dimenticare quella sua citazione. Il risvolto simpatico avviene circa un anno dopo, siamo al 26 ottobre 1993 a Collevalenza in un’Assemblea Generale della CEI. Sono a tavola con il Card. Martini e stiamo parlando della mia Bibbia in greco e dell’utilità di imparare a memoria alcuni brani. Chiedo al Cardinale, esperto biblista, di commentarmi un versetto. Martini a conclusione della cena, mi dice: “Prendo la tua Bibbia e te la riporto domani a colazione”. Passata la notte il giorno dopo ci troviamo per la colazione. Il Cardinale giunge con il Nuovo Testamento sotto braccio e mi dice: “Ho scelto la stessa frase di tua Madre!”. Non ricordo ormai più il fatto dell’anno precedente e dentro di me dico, come è possibile, mia Madre non conosce il greco! Mi avvicino a Martini e Lui prosegue: “Non immaginavo che tua Madre conoscesse il greco” ed apre la Bibbia… Solo allora ricordo. Divento tutto rosso e dico: “Eminenza in effetti mia Madre non conosce il greco, e non è per nulla istruita, ma penso che sia stato lo Spirito Santo con la Sua sapienza a guidare la mano di Santina nel scegliere un brano che riguarda l’autentica sapienza e l’evanescenza della sublimità di parola e della sapienza del mondo. Il Cardinale mi guarda con un misto di curiosità e di stupore: “Vuoi dire che ha scelto quello che non conosceva?”. “Esattamente Eminenza!”. “Ti ho scritto un commento Fidarsi davvero della potenza di Dio e vivere nascosti in Lui (cfr Mt 6,4.6.18). Ed aggiunse: “Ricorda bene don gigi che l’esegesi vera di quel testo non è nelle mie parole, ma nell’esempio e nella Vita di fede di tua Madre Santina!” In quello straordinario brano l’uomo erudito e colto e la vedova semplice ed ignorante si sono incontrati producendo una delle più potenti esegesi del brano per la mia vita e costruendo insieme un’autentica profezia che si sarebbe realizzata per Mamma anni dopo, nel 2005, quando Santina e il Padre Martini si sarebbero incontrati nuovamente in un anno per entrambi singolare e nel quale avrebbero realizzato la loro profezia: Martini entrando in conclave non con la sapienza del mondo, ma con l’unica certezza di non conoscere altro se non Gesù Cristo e questi crocifisso e di vivere quell’appuntamento così importante della sua vita Fidandosi davvero della potenza di Dio e vivendo nascosto in Lui. E Santina invece entrando in sala operatoria ed iniziando un calvario nel quale con la vita oggi insegna a tutti “di non sapere altro in mezzo a noi se non Gesù Cristo, e questi crocifisso” (1Cor 2,2). Che potente profezia è contenuta nella mia usata Bibbia: è un sole dal quale oggi continuo a ricevere una forte e calda luce con la quale vedere e giudicare questi anni, che pur nel dolore sono i più profondi e densi di significato di tutta la mia vita.
    Grazie di cuore Fabio e grazie a tutti coloro che qui vorranno portare il loro contributo per celebrare questo grande uomo

  8. “mi domando sempre se i commentatori conoscono la Chiesa Ambrosiana, la sua specificità e autonomie.”
    Chisa Ambrosiana, chiesa Romana ? Ma non dovrebbe essere solo una la chiesa di Cristo ? e se dopo 2000 siamo ancora a questo punto evidentemente i “cristiani” non sono poi tanto cristiani “Da questo tutti conosceranno che siete miei discepoli….” (Gv 13.35) A tutt’oggi i “cristiani” sono i più fervidi e combattivi divisi in tantissime sette e gruppi in opposizione fra loro.

    “tutti coloro che qui vorranno portare il loro contributo per celebrare questo grande uomo” Che sia 2grande2 è questione di opinioni, ma il Giudice è un altro e fino a quando non si sarà pronunciato è inutile speculare sulla grandezza. Per i pigmei anche un nano è grande. Era solo un uomo, un cattolico come tanti altri.
    Se fosse stato vero nel suo caso : “di non sapere altro in mezzo a noi se non Gesù Cristo, e questi crocifisso” (1Cor 2,2). Non sarebbe stato un “principe”….

  9. Anche l’essere umano è uno solo, ma si dà il caso che ci siano i bianchi, i neri e i gialli…è proprio la differenza e la pluralità che fa la forza. Tutto il resto è solo dialettica intellettuale.

  10. Anch’io credo che ora S.E. card. Martini è al cospetto di Nostro Signore, il tanto parlare di Lui non
    è al momento equilibrato. Io da anni mi pongo una domanda sul pro e contro il Sacerdozio anche alle
    donne e sul celibato dei Preti. Se non erro Nostro Signore Gesù Cristo, ha scelto gli Apostoli solo uomini. Non mi si dica erano esigenze dei tempi, tutto ciò che è detto e fatto da Nostro Signore “non ha termini di tempo, ne passato ne futuro. .

  11. Il Cardinale era un grande , e a Milano chi lo incontrava lo amava..
    Così , semplicemente, come capito’ a me che lo incontrai una prima volta da bambina e poi circa 20 anni dopo .
    e senza parlargli ritrovai la stessa emozione.
    era un uomo profondo e quando ti guardava ti amava..Proprio come Gesù ..
    Poi certamente era un rivoluzionario, un uomo , un uomo di coscienza che si faceva vicino all’ umanità e ai suoi problemi .
    era capace di vicinanza all’ uomo moderno .
    perché temere questo aspetto ?
    io l’ ho amato profondamente e come me almeno mezza Milano.

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