Stanze Vaticane

“Pronti ad accogliere Charlie Gard”


“Io sono certo che le strutture cattoliche, come il Gemelli o il Bambin Gesù, o altre strutture simili, sarebbero ben disposte ad accogliere questo fanciullo per potergli dare vita”. Lo ha detto alla trasmissione “Stanze Vaticane” di Tgcom24, don Carmine Arice, Direttore dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute della CEI e membro della Pontificia Commissione per le Strutture Sanitarie, parlando del caso del piccolo Charlie Gard, il bambino britannico di 10 mesi colpito da una malattia incurabile per il quale i medici hanno deciso di staccare le macchine che lo tengono in vita, nonostante la contrarietà dei genitori Chris e Connie.

“Mi chiedo”, ha detto don Arice, “perché ci debbano essere dei luoghi nei quali, la vita quando è così fragile, non possa essere altrettanto curata e custodita? Mi chiedo: cosa c’è dietro a questo? Credo che ci sia quello che Papa Francesco denuncia come crisi antropologica. Certamente”, ha concluso il Direttore dell’Ufficio Salute della CEI, “da parte della comunità cristiana non c’è solo una dichiarazione di solidarietà, c’è anche un intento concreto, per quanto permesso fare, di poter restare vicini a questa famiglia. E qualora chiedessero un aiuto più concreto, offrirlo. A me fa strano che i genitori, in quanto tutori, non possano decidere per le sorti di questo bambino. Non si può non ascoltare la volontà di questi genitori, per far sì che il piccolo Charlie possa vivere fino all’ultimo respiro, accolto con la vicinanza dei genitori e con le cure necessarie. E’ crudele e disumano ciò che sta succedendo”.

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