Stanze Vaticane

“L’omertà non è la soluzione alla pedofilia” Intervista a Monsignor Charles Scicluna

Mons. Charles Scicluna

Mons. Charles Scicluna

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Ho intervistato per il programma di Retequattro “La Strada dei miracoli”, l’arcivescovo di Malta, Monsignor Charles Scicluna. Il prelato lavorava alla Congregazione per la Dottrina della Fede insieme all’allora cardinale Joseph Ratzinger e indagò come “PM” sui preti pedofili, inclusi quelli del famoso “caso Spotlight”. “L’omertà non e’ una risposta. Solo la verità e la giustizia salveranno la Chiesa e il popolo di Dio”, ha detto il monsignore che…

ha aggiunto: “Il popolo di Dio non e’ fatto solo di pastori: e’ anche fatto del gregge ed i ragazzi e le loro famiglie hanno diritto alla protezione del pastore. Proteggere il buon nome dell’istituzione del clero non e’ una risposta adeguata quando c’e’ l’abuso”. Sul caso “Spotlight” Scicluna ha detto: “Chiamato dal cardinale Ratzinger – che poi divento’ Benedetto XVI – arrivai nell’ottobre 2002 in Congregazione per la Dottrina della fede, in quanto P.M. nei casi di abusi sessuali dei minori”. “Vedendo un po’ tutti questi casi, istintivamente la reazione e’ stata di una grande tristezza: tristezza per lo scandalo che ha dovuto soffrire in silenzio il popolo di Dio, ma anche grande tristezza per il male che si fa e l’onta che soffre poi il sacerdozio per i peccati di alcuni di noi”.

In merito alla storia raccontata dalla pellicola vincitrice dell’Oscar per il Miglior film, “Il caso Spotlight”, ha affermato: “La Chiesa ha fatto molto dopo il caso Spotlight. Alla chiesa statunitense questa umiliazione e’ servita per imparare ad essere di esempio nella risposta al fenomeno doloroso degli abusi sessuali sui minori”.

Sul ruolo della Chiesa in questi casi di abuso, Mons. Scicluna ha infine, precisato: “L’abuso che si fa sul corpo di un bambino o di una bambina e’ anche una profanazione del corpo di Gesù. Spostare un sacerdote da una parrocchia all’altra, quando ha commesso dei delitti, non e’ la risposta adeguata. Fa nascere altre vittime e anche altre esperienze dolorose. Non e’ una risposta che si può contemplare”. E, ha concluso, “Non c’e’ posto nel clero e nella vita religiosa per chi fa male ai nostri ragazzi ed ai nostri giovani”.

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