Nasce un fronte sovranista anti-Bergoglio

Matteo Salvini incontra il cardinale Burke (giugno 2018)

Mentre in Vaticano si svolgeva l’ultima sessione del Sinodo sui giovani presieduta da Papa Francesco, a poche centinaia di metri da quell’aula, affollata da cardinali e vescovi provenienti da tutto il mondo, il cardinale americano Raymond Leo Burke, esponente di spicco dell’ala più tradizionalista della Chiesa, incontrava per la seconda volta, pubblicamente, il vicepremier e ministro dell’interno, Matteo Salvini.
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Il pedofilo fuori dalla Chiesa. Parola del “giudice supremo”

Papa Francesco fa sul serio. Nonostante le accuse e le polemiche delle ultime settimane a seguito del dossier di monsignor Carlo Maria Viganò sul tema delle molestie, nei giorni scorsi il Pontefice ha voluto lanciare un segnale molto forte contro i preti che si macchiano del delitto della pedofilia.
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Il braccio destro del Papa minacciato di morte

Il Papa e il cardinale Oscar Rodriguez Maradiaga

“Eminenza, se lei parla sarà ammazzato”. Dopo le accuse e gli attacchi degli ultimi mesi, anche attraverso il dossier di monsignor Carlo Maria Viganò che prende di mira il Papa e altri cardinali, uno dei principali collaboratori di Francesco ha ricevuto delle telefonate anonime, in lingua spagnola, con una seria minaccia di morte: se dice pubblicamente qualcosa contro chi la sta accusando, lei sarà ucciso.
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Viganò non parlò al Papa di abusi su minori

Al centro monsignor Carlo Maria Viganò

Fiducia. E’ la parola chiave scelta da Bergoglio sul volo di ritorno dall’Irlanda, rispondendo a una domanda sul dossier pubblicato da monsignor Carlo Maria Viganò, l’arcivescovo che accusa clamorosamente il Papa d’insabbiamento, chiedendone le dimissioni. Francesco non si è tirato indietro, e pur scegliendo la via del silenzio sulla faccenda, ha chiesto soltanto “un atto di fiducia” ai giornalisti che gli hanno posto una domanda in merito alla “testimonianza” scritta dall’ex nunzio apostolico negli Stati Uniti.

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Ecco cosa c’è dietro la lettera di Viganò

La questione è molto semplice: con una “testimonianza” lunga dieci pagine, l’arcivescovo Carlo Maria Viganò, ex nunzio apostolico negli Stati Uniti che con una sua lettera riservata al Papa, nel 2011, aveva “ispirato” il primo Vatileaks,  si riprende la scena e oggi accusa mezza Curia (della nuova e della vecchia guardia) di aver coperto le schifezze del cardinale americano Theodore McCarrick. Non solo: Viganò spara davvero in alto e, oltre ad accusare i principali collaboratori presenti e passati  degli ultimi tre papi, rivela: “Avevo informato Papa Francesco nel 2013 del dossier su McCarrick, ma lui cambiò discorso: adesso sia il primo a dare il buon esempio a cardinali e vescovi che hanno coperto gli abusi di McCarrick e si dimetta insieme a tutti loro”.
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