Viganò non parlò al Papa di abusi su minori

Al centro monsignor Carlo Maria Viganò

Fiducia. E’ la parola chiave scelta da Bergoglio sul volo di ritorno dall’Irlanda, rispondendo a una domanda sul dossier pubblicato da monsignor Carlo Maria Viganò, l’arcivescovo che accusa clamorosamente il Papa d’insabbiamento, chiedendone le dimissioni. Francesco non si è tirato indietro, e pur scegliendo la via del silenzio sulla faccenda, ha chiesto soltanto “un atto di fiducia” ai giornalisti che gli hanno posto una domanda in merito alla “testimonianza” scritta dall’ex nunzio apostolico negli Stati Uniti.

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Ecco cosa c’è dietro la lettera di Viganò

La questione è molto semplice: con una “testimonianza” lunga dieci pagine, l’arcivescovo Carlo Maria Viganò, ex nunzio apostolico negli Stati Uniti che con una sua lettera riservata al Papa, nel 2011, aveva “ispirato” il primo Vatileaks,  si riprende la scena e oggi accusa mezza Curia (della nuova e della vecchia guardia) di aver coperto le schifezze del cardinale americano Theodore McCarrick. Non solo: Viganò spara davvero in alto e, oltre ad accusare i principali collaboratori presenti e passati  degli ultimi tre papi, rivela: “Avevo informato Papa Francesco nel 2013 del dossier su McCarrick, ma lui cambiò discorso: adesso sia il primo a dare il buon esempio a cardinali e vescovi che hanno coperto gli abusi di McCarrick e si dimetta insieme a tutti loro”.
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Quella casa di Viganò che crea malumori

Mons. Carlo Maria Viganò

Un’abitazione di lusso all’interno della Città del Vaticano, ma senza un inquilino. Sta creando malumori tra vescovi e cardinali una nuova vicenda che vede come protagonista Monsignor Carlo Maria Viganò, ex segretario generale del Governatorato Vaticano, dal 19 ottobre 2011 nunzio apostolico negli Usa.
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Chi rema contro chi…

La vicenda credo sia nota a tutti. Ne ha parlato Nuzzi a “Gli Intoccabili” e sono usciti (anzi, continuano a uscire) decine e decine di articoli sui giornali.
Mons. Carlo Maria Viganò, ex segretario generale del Governatorato Vaticano, aveva scritto al Papa per denunciare fatti di corruzione in Vaticano, per chiedere di rimanere al proprio posto e continuare l’opera di pulizia che aveva iniziato nel 2009, risanando anche i conti dello Stato Pontificio.
“>Aveva scritto delle lettere riservate al Pontefice e al Segretario di Stato, finite in mano a colleghi giornalisti dopo il suo trasferimento a Washington come nunzio apostolico e dopo la mancata “promozione” a cardinale.
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