Chi ha spiato il Papa (e non solo)?

Una lotta incessante, senza sosta, di Papa Francesco contro «i mercanti nel tempio», contro la corruzione all’ interno delle mura vaticane, con un complotto esploso nel corso del Sinodo della famiglia ma nato già nei primissimi giorni del pontificato di Jorge Mario Bergoglio.

Emerge questo dall’ultimo libro di Gianluigi Nuzzi, Via Crucis, volume che uscirà in Italia per Chiarelettere il prossimo 5 novembre e che conterrà trascrizioni di registrazioni dei colloqui del Papa e documenti inediti della Santa Sede.

«Se non sappiamo custodire i soldi, che si vedono, come custodiamo le anime dei fedeli, che non si vedono?». È questa una delle frasi contenute nel libro e attribuite a Papa Francesco dallo scrittore e giornalista Mediaset, che avrebbe ascoltato diversi audio riservatissimi di conversazioni tra il Pontefice e «alti vertici del Vaticano».

Dalle carte pubblicate nel libro viene fuori l’ immagine di un Papa, nominato da poco più di tre mesi, che sferra un durissimo attacco alla «nomenclatura da anni a capo delle finanze della Santa Sede». Francesco, in un altro dei virgolettati presenti nel libro avrebbe denunciato infatti che «i costi sono fuori controllo, ci sono trappole».

Dopo il successo di Vaticano SpA e di Sua Santità , il libro simbolo del Vatileaks con la pubblicazione dei documenti riservati di Papa Benedetto XVI, Nuzzi torna a pubblicare nuove carte, questa volte incentrate sulla richiesta di trasparenza da parte di Bergoglio, Pontefice irritato «dopo aver preso visione dei bilanci non ufficiali che documentano sia la malagestio degli amministratori, sia operazioni di puro malaffare».

In pratica, assicura il giornalista, finalmente verranno svelati i veri motivi che hanno portato alle dimissioni Joseph Ratzinger, con «fasti dei cardinali, regge a canone zero, la fabbrica dei santi, le offerte dei fedeli sottratti alla beneficenza, i furti e le truffe commerciali, il buco nero delle pensioni, le veline e i veleni di sabotatori, tra spionaggio, scassinamenti e azioni di delegittimazione».

 Nel volume Nuzzi riporta anche il testo di una email ricevuta da un dipendente dello Ior, l’Istituto per le Opere di Religione: «Abbiamo saputo che sta lavorando a un nuovo libro e ci piacerebbe poter rispondere a eventuali sue domande» riporta il giornalista, precisando che il messaggio di posta elettronica era arrivato nella sua casella il 16 luglio 2015, ovvero tre mesi prima che la notizia dell’ uscita di Via Crucis fosse ufficiale.

In attesa dell’ uscita del libro di Nuzzi però in Vaticano è in corso un altro giallo di cui ha discusso ieri sera Nicola Porro nel suo programma di Raidue Virus- il contagio delle idee : in un reportage a firma di Luigi Bisignani viene svelata l’ esistenza di un’ inchiesta segretissima della Gendarmeria Vaticana.

 «Dopo le roventi polemiche del Sinodo – ha detto Bisignani a Porro – arriva un’ altra bomba, un’ inchiesta che vuole accertare chi ha violato il computer di un pezzo da novanta, il Raffaele Cantone di Papa Francesco».

In pratica secondo Bisignani la «polizia vaticana» starebbe indagando su un episodio inquietante: qualcuno avrebbe tentato di accedere al pc di Libero Milone, 66 anni, un passato nella Deloitte e dal giugno scorso revisore generale delle finanze vaticane, ovvero colui che ha accesso a tutti i bilanci della Santa Sede. «Chi può aver osato tanto?», si è chiesto il giornalista all’ interno del suo reportage, Un vescovo, un laico?. Domande che per il momento non hanno risposta, presto però la presunta indagine potrebbe arrivare a un colpevole.

(Articolo per Il Giornale del 30.10.2015)

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Una risposta a “Chi ha spiato il Papa (e non solo)?

  1. Buongiorno
    Il papa è un personaggio pubblico, capo indiscusso di una delle più antiche e segrete istituzioni. Pensare che non venga spiato è un errore clamoroso. Nonostante abbia l’ultima parola in capitolo, il suo comportamento deve avere il benestare di altri personaggi addetti ai lavori. Sappiamo tutti molto bene, di chi stò parlando. Il caso Vatileaks è la prova che all’interno del Vaticano si annidino delle talpe, pronte a spifferare notizie spesso delicate. Sono anni che penso che il Vaticano sia una Spa e come tale, il bilancio di fine anno deva per forza quadrare. Gli interessi economici che gravano attorno ad esso, sono infiniti e dal canto suo, una moltitudine di denaro non può non essere giustificato. Il solo fatto che la Santa Sede, sia proprietaria di una banca, dovrebbe farci capire di chi stiamo parlando. Tutto questo, non rispetta minimamente le sacre scritture. Ne la Bibbia, ne tanto meno il Vangelo, parla di queste cose che un giorno, avrebbero fatto parte della Chiesa. Purtroppo anche le marce, si annidano nei luoghi meno impensati e la Chiesa stessa, non fa certamente eccezione. Mi piacerebbe conoscere la fonte delle informazioni che riguardano il libro di Gianluigi Nuzzi e del reportage di Luigi Bisignani. Molti di noi si chiederanno, come certe cose siano state portate alla luce. Non è difficile pensare che all’interno della Chiesa, ci siano personaggi che remano contro lo stesso capo spirituale della stessa. Di scheletri nell’armadio il Vaticano ne ha da vendere e se analizziamo gli scandali che hanno colpito negli ultimi decenni la Santa Sede, ci accorgeremmo che i più eclatanti, sono finiti inesorabilmente in una bolla di sapone. L’ultimo, in ordine di tempo è senza dubbio il pensionamento anticipato di papa Ratzinger. Anche in questo caso, mi chiedo come un giornalista possa essere venuto a conoscenza, dei reali fatti accaduti. Violare il computer di un pezzo da novanta, credo che sia un gioco da ragazzi e sostanzialmente, il peggiore dei mali. La cosa peggiore è sicuramente il fatto della mancata fiducia delle persone che ti circondano. Possiamo dire di tutto di papa Francesco, ma di una cosa siamo certi (almeno spero). La bontà e l’altruismo che lo contraddistingue è palese. Il fatto che voglia cambiare le cose in modo radicale è sicuramente discutibile. E molti suoi collaboratori, lo hanno capito da tempo. Talpe comprese.
    Cordialmente.

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