I Papi a pranzo per parlare di Vatileaks

Le nuove sfide della Chiesa, la situazione della Curia romana e soprattutto il Vatileaks. Sono questi alcuni dei temi che affronteranno domani a pranzo a Castel Gandolfo Papa Francesco e il suo predecessore, il Papa emerito Benedetto XVI.

Due vesti bianche, una accanto all’altra, a tavola, per un incontro storico: la talare semplice di Joseph Ratzinger e quella con la fascia color avorio e la mantellina di Jorge Mario Bergoglio per la prima volta si sfioreranno. Sarà un incontro tanto storico quanto riservato: non ci sarà nessuna autorità ad accogliere il Papa, nessuna cerimonia ufficiale, niente telecamere; sarà tutto off-limits anche per rispettare il volere di Benedetto XVI che ha deciso di rimanere per sempre nell’ombra e in preghiera. Gli unici presenti saranno Mons. Georg Gaenswein, segretario particolare di Ratzinger e Prefetto della Casa Pontificia, il reggente Padre Leonardo Sapienza, Don Alfred Xuereb, attuale segretario di Bergoglio ed ex secondo segretario di Ratzinger e l’assistente di camera del papa «Sandrone» Mariotti.

In privato, lontani da occhi indiscreti, il nuovo e il «vecchio» Papa parleranno liberamente: Francesco chiederà al suo predecessore di pregare intensamente per il suo pontificato ma soprattutto chiederà consigli anche sul caso Vatileaks. Nonostante la lunga «relatio», redatta dai tre cardinali ultraottantenni che hanno indagato sullo scandalo dei corvi, sia da giorni sulla sua scrivania, Bergoglio, racconta più di un cardinale, vuol chiedere a Benedetto XVI un parere su come affrontare la vicenda, prima di procedere con le nuove nomine. Non sono pochi, infatti, i porporati convinti che prima di qualsiasi atto ufficiale il Papa leggerà attentamente il rapporto stilato dai cardinali detective Herranz, Tomko e De Giorgi per avere una fotografia chiara della Curia Romana, realtà che Bergoglio sta imparando a conoscere in questi giorni, avendo sempre rifiutato incarichi di governo. Dopo l’incontro con Ratzinger, il Papa potrebbe anche convocare il cardinale spagnolo Julian Herranz, che guidava la commissione d’inchiesta su Vatileaks, per farsi raccontare a voce i passaggi più importanti contenuti nei due tomi da 300 pagine dell’inchiesta.

Ma ogni dubbio di Francesco potrà esser dissipato già domani dal Papa emerito: tra i due, in questi giorni, i contatti non sono di certo mancati; Bergoglio ha telefonato a Castel Gandolfo subito dopo l’elezione per dare la notizia a Ratzinger e ringraziarlo per i quasi otto anni di Pontificato. Una seconda telefonata è stata invece il 19 marzo, quando il Papa ha chiamato Benedetto XVI per gli auguri di buon onomastico.

Domani ci sarà invece il primo incontro dal vivo in cui il Papa emerito farà anche visitare al nuovo Pontefice il Palazzo Apostolico e i giardini dove ogni pomeriggio di sole passeggia insieme alle quattro memores (le laiche consacrate che curano l’appartamento) e a Suor Birgit Wansing, dell’Istituto di Schönstatt, per recitare il rosario. Nel frattempo a Castel Gandolfo la gente aspetta con ansia: sarà un incontro riservatissimo, ma curiosi e turisti sperano di vedere Francesco e Benedetto XVI affacciarsi insieme dalla finestra che dà sulla piazza della cittadina romana. Una speranza che forse rimarrà soltanto un sogno: dopo pranzo Francesco tornerà in Vaticano ma quello con il Papa emerito non sarà l’ultimo incontro dal vivo; Benedetto XVI, i primi di maggio, farà ritorno all’interno delle Mura Leonine per trasferirsi definitivamente nel monastero «Mater Ecclesiae»: lì troverà il silenzio e la preghiera ma soprattutto troverà Papa Francesco che gli darà il benvenuto.

(articolo scritto per Il Giornale

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5 risposte a “I Papi a pranzo per parlare di Vatileaks

  1. “Papi a pranzo per parlare di Vatileaks”

    Una volta era la cella del convento, di dura pietra, e senza giaciglio con un’unica scodella e pane raffermo per espiare i peccati del mondo.

    Ora a pranzo e in elicottero fa più Manager di una certa Spa. Sarà un segno dei tempi ? Avanziamo verso la modernità ! ( Ebr 6.1) Solo i grandi manager vanno in elicottero una volta era l’asinello….. ma non era targato Aeronautica militare.

  2. Carissimo 23 marzo 2o13 ore 18,08. Passò un UOMO sulla terra che disse:
    CHI E’ ZENZA PECCATO SCAGLI LA PRIMA PIETRA.

  3. Una volta si moriva anche di scarlattina e morbillo…non vuol dire che bisogna continuare a morire….

    Oggi nemmeno in Albania le persone si spostano con l’asinello….è un’affermazine ipocrita giusto per criticare ogni cosa….

  4. … E soprattutto un elicottero evita a noi Romani l’ennesimo strazio del corteo diauto di scorta che blocca il traffico. Quando c’era Cossiga che giocava a fare il democratico tutto casa-e-Quirinale era una rottura di scatole…

  5. Noto che i commenti sono orientati a giustificare piuttosto che a capire, per cui è necessario spiegare, per chiarire gli equivoci. E’ una contraddizione per es. dire che occorre essere poveri, “perché tanto le ricchezze non le puoi portare via”, quando sei ricco a miliardi.
    Non è onesto dire che “il sudario non ha tasche” quando incassi +6 miliardi l’anno gratuitamente senza esserteli guadagnati. E’ incoerente suggerire di “non perdere la speranza” senza specificare in che cosa devi avere speranza.
    Speranza di dimagrire perché sei obeso e Cristo ti farà il miracolo o speranza di trovare lavoro perché Cristo farà il miracolo. Speranza che sia cancellata gratuitamente l’ipoteca sulla casa o che ti passi il cancro se ce l’hai. Semplici esempi che chiariscono l’ipocrisia insita in certe frasi generaliste utili solo a suscitare aspettative senza sapere come queste possano realizzarsi.

    E’ del tutto ingannevole e incoerente rifiutare l’appartamento elegante troppo grande usandone uno più modesto e poi fare sfoggio di eleganza usando l’elicottero. C’è anche la Mercedes per andare a Castel Gandolfo e c’è pure l’autobus. Non si capisce perché la mancanza di coerenza tra ciò che si vede è ciò che si vorrebbe apparire.

    Però un aspetto reale per non perdere la speranza c’è. Basta sperare che alla fine un po’ di cervello cresca anche a chi non né ha e chi ce l’ha ricominci ad usarlo.

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