Sfiducia a Gotti Tedeschi e l’arresto di un “corvo”: parte la controffensiva vaticana

L'ex presidente dello IOR, Ettore Gotti Tedeschi

Mentre in Vaticano ci si chiede ancora quali siano i motivi che hanno portato all’addio di Ettore Gotti Tedeschi dalla presidenza dello Ior (ufficialmente “per non avere svolto varie funzioni di primaria importanza per il suo ufficio”), oggi la commissione cardinalizia di vigilanza presieduta dal segretario di Stato Bertone si è riunita per formalizzare la nomina del presidente ad interim Ronaldo Hermann e per decidere le prossime mosse. Ovviamente tra i porporati membri della commissione, bocche cucite: “Non posso dire niente”, riferisce a Stanze Vaticane uno dei membri. “Nelle prossime ore ci sarà un comunicato del presidente dove sarà chiarito tutto”. Oltretevere, ecclesiastici e laici questa mattina hanno spulciato quotidiani e siti internet per conoscere i retroscena di questa vicenda. Per molti è stato un fulmine a ciel sereno mentre  per altri, la decisione era già nell’aria tanto che due dei membri della commissione cardinalizia (uno indiano e l’altro brasiliano) si trovavano già a Roma. Addirittura qualcuno pensa che il presidente sfiduciato Gotti Tedeschi possa essere uno dei “corvi” che ha fatto filtrare i documenti riservati che riguardano l’Istituto per le Opere di Religione. Lui smentisce e minaccia querela raccontando a Repubblica quali siano a suo avviso i reali motivi della cacciata (“Il caso San Raffaele, la difesa del card. Nicora, la legge anti riciclaggio per il Vaticano”).
Anche se quella dei “corvi” è una “pista” a cui tanti in Vaticano credono: “Nei prossimi giorni salteranno altre teste”, riferisce un alto prelato. E infatti, proprio questa mattina l’indagine della Gendarmeria sulla diffusione di documenti segreti guidata dal comandante Domenico Giani “ha permesso di individuare – come ha spiegato Padre Lombardi – una persona in possesso illecito di documenti riservati”. E, secondo quanto trapela, si tratta dell’assistente di camera del Papa, Paolo Gabriele.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

5 risposte a “Sfiducia a Gotti Tedeschi e l’arresto di un “corvo”: parte la controffensiva vaticana

  1. Che razza di mafia assurda che è la chiesa.
    Escono carte compromettenti, nessuno da spiegazioni, si “dimettono” personaggi di grande importanza guarda caso nelle faccende di GRANO e poi nessuno sa niente, “non posso parlare” e tutti che si fingono stupiti.

  2. “Storie e notizie dai sacri palazzi” – Tanto palazzi, poco sacri, anzi per nulla. Non c’è mai stato tanto rumore intorno alle finanze vaticane malgrado lo IOR è stato più volte coinvolto in scandali, finanziari e non, fra i quali spiccano l’”affare Sindona” e il crac del Banco Ambrosiano.

    Ma se non si conoscono le condizioni stabilite dal primo “Amministratore” è difficile capire lo scopo dello Ior. – B. Nogara ( 1° amministratore) pose due condizioni per accettare l’incarico assegnatogli: gli investimenti dovevano essere liberi da qualsiasi considerazione religiosa o dottrinale e realizzabili in ogni parte del mondo. Aveva a sua disposizione 750 milioni di lire del 1929 e 1 miliardo di Lire del 1929 in titoli dello Stato Italiano concessi con i patti Lateranensi. Non male per chi avrebbe dovuto essere un povero predicatore di verità evangeliche.

    Poi arrivò la MoneyVal* e fu necessario entrare nella WhiteList, ma per entrare nella White List occorre prima dare risposte sui 23 milioni sequestrati dai PM italiani, poi spiegare perchè lo IOR sia oggetto di indagini giudiziarie su diverse centinaia di milioni utilizzati in “maniera non consona (vedi S.Raffaele e l’arresto di diversi funzionari della Fondazione), poi spiegare perchè Jp Morgan abbia chiuso i conti allo IOR considerandolo “Ente a rischio”, poi spiegare perchè la normativa sulla trasparenza non sia stata recepita dallo IOR. Così si spiega perchè l’Istituto abbia sfiduciato G.T. che aveva individuato in due alti funzionari dello IOR la loro completa inaffidabilità a seguire le direttive sulla trasparenza. E’ uno sporco affare che cercano di pulire sporcando G.T. E se poi gli esperti di Moneyval non riterranno opportuna l’iscrizione dello IOR nella White List ? Beh allora ne vedremo delle belle.

    * Money val è una commissione di un gruppo di esperti del Consiglio d’Europa (Comitato di esperti per la valutazione delle misure di lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo). Perché mai hanno sentito la necessità impellente di andare a controllare proprio nella banca Vaticana ? Sono proprio senza ritegno malfidati e sospettosi….. vuoi vedere che tutto il bailamme nasce dal fatto che non vorranno dare l’assenso alla White list ?

    p.s. però, per essere cardinali sono poco propensi al perdono. Perché ?
    A pensar male si fa peccato, diceva uno che aveva familiarità dentro lo Ior, un vecchio volpone “omissis” ma spesso ci si azzecca !

  3. e’ stato ” IL MAGGIORDOMO ” come nei racconti di Agatha Crhistie .
    Che squallore la chiesa non gliene frega una beata mazza dei fedeli della missione evangelica nulla e’ cambiato dai BORGIA in poi.

  4. Finalmente la Chiesa sta tirando fuori tutta la sua forma di CARITA’ ( per loro ma non per chi ne ha effettivamente bisogno )… dovrebbero solo vergognarsi…. anzi se le notizie diffuse non fossero vere che senso avrebbe tutto questo clamore che suscita il VATICANO…
    Il peccato è la CHIESA di oggi… e si permettono pure di evangelizzare la parola di Dio….

    Siete una vergogna….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *