MOTU PROPRIO

Sul blog di Andrea Tornielli leggo quanto detto dal Papa in merito al motu proprio che liberalizza la liturgia antica. Ecco cosa scrive il vaticanista de “Il Giornale

“Volevo trascrivervi ciò che il Papa ci ha detto sull’aereo, poco dopo il decollo, rispondendo a una domanda sul motu proprio: è la prima volta che Ratzinger parla pubblicamente del documento che ha emanato quattordici mesi fa. La domanda riguardava il timore di alcuni che il provvedimento rappresenti un passo indietro rispetto al Concilio.

Ecco le parole di Benedetto XVI:

«È un timore assolutamente infondato. Il motu proprio è soltanto un atto di tolleranza e di amore pastorale per le persone che sono state formate in questa liturgia e l’amano, la conoscono e voglio vivere con questa liturgia. È un piccolo gruppo, perché presuppone una formazione al latino e una certa cultura. Ma da parte dei vescovi e della nostra Chiesa sembra un’esigenza normale essere tolleranti verso queste persone.

Non c’è alcuna opposizione tra la liturgia rinnovata del Concilio Vaticano II e questa liturgia. I padri conciliari ogni giorno hanno celebrato con l’antico rito e allo stesso tempo hanno concepito una liturgia che si è sviluppata. Ci sono degli accenti diversi ma un’identità comune che esclude un’opposizione.

Penso che ci sia un possibile arricchimento tra le due parti: gli amici dell’antica liturgia devono conoscere i salmi e i prefazi della nuova, mentre la liturgia nuova, che sottolinea di più la partecipazione comunitaria, non va considerata solo un’assemblea di una certa comunità ma sempre un atto universale. La liturgia rinnovata è la liturgia ordinaria».

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