C’era anche Lui!

Ieri sera ho visto “Across the universe”, un pezzo di storia degli anni ’60 raccontato da Jude e Lucy con le canzoni dei Beatles.

Il film cresce con l’evoluzione del pensiero politico giovanile di quel tempo: c’è la voglia di pace e c’è la guerra, c’è l’amore e l’odio, c’è la musica e c’è anche la fede.
L’ho guardato con gli occhi di chi vuole conoscere qualcosa che fino ad oggi ha solo letto o sentito raccontare, spesso annoiandosi.
E ci ho visto di tutto: ho visto Warhol nel pannello di fragole creato da Jude, ho visto Jimi Hendrix con la sua chitarra, ho visto il Bob Geldof di The Wall che esce fuori di testa.

C’era anche Lui che, accolto a sè un altro figlio, non riesce a trattenersi e comincia a ballare.
Persino Lui, anche se per pochi secondi!

Vaticano VS Dracula

Ieri sera in tv ho seguito un programma in cui si parlava di vampiri.
Intorno alla prima metà del ‘700 la paura verso questi esseri creò una vera psicosi; nella Parigi del 1732, ad esempio, ai soldati venne dato ordine di aprire tutte le tombe dei cimiteri, tagliare le teste dei cadaveri e riseppellirle lontane dai corpi.

Per placare gli animi intervenne persino il Papa.

All’interno della revisione dell’opera magistrale De servorum Dei beatificatione et beatorum canonizatione”, papa Benedetto XIV (al secolo Prospero Lambertini – nella foto) nel 1749 affronta il tema scrivendo “I Vampiri al Lume della Scienza” all’interno del capitolo riguardante la resurrezione dei morti (l. IV, t. IV, p. I, cap. XXI, par. 4, p. 323-324).

Nel trattato il Papa nega l’esistenza dei vampiri, negando quindi la loro associazione con il diavolo, come avevano creduto i suoi predecessori.

Per la Cina quest’uomo è una spia

Torno a parlare del XIV Dalai Lama e lo faccio a distanza di pochi giorni perchè si trova in visita ufficiale in Italia (oggi a Roma).

Pechino è preoccupata perchè queste visite toccano i propri interessi strategici: per il governo cinese il Dalai Lama è un “pericoloso separatista” che cerca di liberare il Tibet.

I cinesi sono convinti che il Dalai Lama sia un uomo della CIA. Speriamo che non abbia licenza di uccidere.

Vivere come Dio comanda

Si può vivere per 365 giorni seguendo alla lettera comandamenti e precetti della Bibbia? Il giornalista americano A.J. Jacobs (nella foto) ha provato a rispondere al quesito e, Sacre Scritture alla mano, ha stilato una lista di 700 regole da rispettare, che hanno occupato ben 72 pagine del suo The Year of Living Biblically («Un anno vissuto biblicamente»), appena pubblicato da Simon & Schuster (388 pagine, 20,98 euro), dove racconta il suo bizzarro esperimento.

Jacobs ha girato per un anno intero per le strade di New York vestito sempre di bianco («Le tue vesti siano bianche in ogni tempo» – Ecclesiale 9, 8) e con la barba lunga stile rabbino («Non taglierai ai lati la tua barba» – Levitico 19, 27).

Il giornalista ha rinunciato a film, tv e foto, ha costruito una capanna (ha piantato una tenda in salotto), ringraziando Dio dopo ogni pasto secondo la dieta di Ezechiele (grano, orzo, fave, lenticchie, miglio e spelta) e distribuendo soldi a vedove e orfani.

Sono state prove tutto sommato facili da superare, anche se lo scoglio vero è stato l’ottavo comandamento, ovvero “Non dire falsa testimonianza” che, nell’accezione più estesa si potrebbe allargare a “non fare pettegolezzi”. Una faticaccia per uno che fa il giornalista a New York.

Un grande!

Oggi ho letto su internet che il Dalai Lama (nella foto) in un’intervista ha ribadito un concetto che aveva già espresso anche altre volte (tra cui durante uno degli incontri con Giovanni Paolo II):
“CRISTIANI, NON RINUNCIATE AL VOSTRO CREDO PER DIVENTARE BUDDISTI”.
Quest’uomo è un grande.