Eminenza, permette una domanda?

Si discute ancora se ci sia o meno un allegato, mai rivelato, al terzo segreto di Fatima.
Proprio ieri sera in Vaticano, durante la presentazione dell’ultimo libro del Segretario di Stato, il Card. Tarcisio Bertone, dedicato alle apparizioni di Fatima, il giornalista Antonio Socci è voluto ritornare sulla faccenda.

Esiste o no questo “benedetto” allegato? Socci avrebbe voluto porre una domanda a Bertone che poteva suonare più o meno così: «Eminenza, lei è pronto a giurare sul Vangelo che alla famosa frase della Madonna contenuta nel terzo segreto di Fatima reso noto dal Vaticano nel 2000 (“In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede etc”, disse la Madonna) non segua nient’altro?».

Quello che voleva Socci era soltanto un sì o un no, risposta che non è mai arrivata perché il giornalista è stato bloccato dalla gendarmeria vaticana giusto poco prima di potersi avvicinare a Sua Eminenza.

Se Bertone avesse risposto di no, Socci avrebbe vinto la sua partita tesa a dimostrare che in realtà esiste un prosieguo al terzo segreto così come tutti lo conoscono. Se avesse detto di sì, il giornalista avrebbe giocato un’altra carta e cioè avrebbe fatto ascoltare la registrazione autentica che monsignor Capovilla, ex segretario di Giovanni XXIII, rilasciò a uno studioso di Fatima, Solideo Paolini, nella quale egli dichiarava che sì, «oltre alla quattro paginette, c’era anche qualcos’altro, un allegato, sì». In sostanza la prosecuzione del terzo segreto nella quale si profetizzava l’apostasia della Chiesa.

Vedendosi bloccato, Socci ha reagito molto male e poco ci è mancato che lo trascinassero fuori dal Vaticano. Con la forza.

Ma a voi, questo famoso allegato, cambierebbe la vita? Certo per il giornalista sarebbe un vero scoop ma per tutti gli altri? Fidatevi: non cambierebbe nulla.

Vi allego le pagine originali dei tre misteri di Fatima, scritti in portoghese, scannerizzati e inseriti sul sito web della Città del Vaticano (con relativa traduzione)

Che confusione!

Navigando un po’ a tempo perso ho potuto leggere come diversi siti hanno trattato la notizia del gendarme sucidatosi nel bagno del suo alloggio in Vaticano lo scorso 4 settembre.
Sono almeno una ventina i siti (anche di grosse testate) che, riferendosi al giovane Alessandro Benedetti, originario di Foligno, parlano di “giovane Guardia Svizzera” o “giovane allievo della Guardia Svizzera Pontificia”.

A questo punto viene da pensare: è possibile che non si faccia un minimo di verifica?

La gendarmeria vaticana si differenzia dalla Guardia Svizzera perchè non si occupa della sicurezza personale del Pontefice ma svolge “funzioni di polizia di sicurezza dello Stato e delle persone e cose che si trovino nel territorio della Città del Vaticano, nonché funzioni di polizia giudiziaria e funzioni di polizia della circolazione stradale” (con tanto di divisa simile a quella della nostra Polizia di Stato).

Dal sito ufficiale della Città del Vaticano ecco maggiori informazioni sulla Gendarmeria
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